IL DIGIUNO: benefici, come e quando farlo

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Il digiuno è diventata una pratica costante nella mia vita da circa 3 anni. Ne avevo letto come rituale nei miei tanti libri di antropologia: infatti, a qualunque cultura ci si rivolga, è un’azione culturale trasversale che si trova in tutte le tradizioni che abitano il nostro mondo con alla base il desiderio di ascendere a una nuova condizione, a un livello spirituale differente e/o garantire un contatto con il divino tramite il sacrificio e la purificazione.

Lo Yom Kippur nell’ebraismo, il Ramadan dell’Islam, il venerdì Santo nel cristianesimo ma anche altre tradizioni spirituali come il giainismo, l’induismo e il brahmanesimo usano il digiuno come vero e proprio rituale. Si dice che Budda, Mosè e Gesù abbiano digiunato per quaranta giorni.

Solamente nel 2018, quando iniziai il mio quadriennio di naturopatia, lo misi concretamente in atto provando su me stessa i suoi effetti e i suoi benefici approfondendo poi la crisi di guarigione (clicca QUI per approfondire). E’ infatti un’esperienza olistica, un rito di passaggio che abbandona il materiale per poter abbracciare lo spirituale. Accresce la propria introspezione, è un modo di conoscere sé stessi nel profondo accedendo ad un nuovo piano di consapevolezza del sé.

Ma quali sono i benefici del digiuno?

Il digiuno rafforza il sistema immunitario: batteri e virus vengono combattuti più efficacemente.

Favorisce l’autoriparazione del corpo: i processi di manutenzione delle cellule vengono riattivati

Dopo un digiuno basato solo su liquidi, le funzioni cognitive migliorano producendo combustibile per il cervello

Regolarizza il metabolismo e favorisce un miglior bilancio energetico

Ha notevoli effetti antipertensivi

Mette di buon umore (si, hai capito bene!)

Ha effetti positivi, oltre che su cervello, fegato e pancreas, anche sulle articolazioni (riducendo i sintomi reumatici e dell’artrite), sul sistema cardiocircolatorio, sul tratto gastrointestinale e sui tessuti adiposi.

Digiunare fa bene ma deve essere fatto nel modo giusto:

Prima di tutto, facciamo una distinzione tra il digiuno terapeutico e quello intermittente: infatti, quello terapeutico, deve avvenire sotto stretto controllo medico. Può essere fatto una o due volte all’anno per una o due settimane a supporto di terapie per malattie croniche.

Il digiuno intermittente quotidiano (indicato anche per chi gode di ottima salute) può essere considerato come un trattamento preventivo. E’ possibile infatti digiunare per quattordici ore astenendosi dalla cena o dalla prima colazione approfittando delle ore di sonno.

Sicuramente non esistono regole ferree perché è importante provare diverse soluzioni per lunghi periodi per capire quale sia l’approccio migliore e più adatto a ciascuna persona.

Certo è però, che il digiuno non deve essere iniziato e finito senza un’adeguata preparazione. Infatti, è impensabile digiunare dall’oggi al domani senza aver prima seguito alcune regole base:

Devono esserci almeno 7 giorni di preparazione al digiuno prevedendo un’alimentazione vegetale.

E’ necessario rimuovere gli alimenti di origine animale e la caffeina

E’ importante ridurre i latticini, mangiare leggero favorendo cereali integrali, verdura e frutta di stagione evitando cibi raffinati e zuccheri. Centrifughe ed estratti sono ottimi alleati così come frutta secca e semi oleosi.

In questo modo il corpo inizia a ritrovare sufficiente energia per espellere le tossine in eccesso. Attraverso il digiuno, mettendo a riposo l’apparato digerente, il corpo potrà così dedicarsi alla riparazione e al supporto della sua forza vitale di auto-guarigione insita in ognuno di noi.

Cosa fare durante il digiuno:

Attività fisica:

durante il digiuno è importante praticare una dolce attività fisica permettendo ai polmoni, organi emuntori, di eliminare gli acidi che con il digiuno vengono messi in circolo (per effetto della detossinazione). Ovviamente è importante trovare un giusto equilibrio tra movimento e riposo ma una pratica di yoga o una camminata di 30 minuti all’aria aperta saranno assolutamente benefiche.

Impacco caldo al fegato:

bagnate con acqua a calda una pezzuola di cotone e appoggiatela direttamente sulla pelle all’altezza del fegato. Copritela con un panno di lana e mantenetela calda con l’ausilio della borsa dell’acqua calda o di un termoforo. L’applicazione, che va tenuta per almeno 30 minuti, aiuta a vascolarizzare meglio il fegato supportandolo nella sua fase di depurazione.

Spazzolature:

Utile poi supportare la vascolarizzazione della pelle (altro organo emuntore) con spazzolature a secco del corpo dal basso verso alto.

Ultimo consiglio: quando praticare il digiuno

Programmate la vostra giornata di digiuno. Non prendetevi impegni. Allontanatevi da qualsiasi fonte di stress, smartphone incluso. La giornata di digiuno andrebbe fatta 11 giorni dopo il plenilunio o novilunio perché grazie all’influsso lunare, i liquidi linfatici sono maggiormente stimolati aiutando in questo modo la detossinazione del corpo.

Se vuoi saper cos’è una crisi di guarigione guarda qui e qui

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