Ti è mai capitato di sprofondare?

Ti è mai capitato di sprofondare?

Cedere, crollare, precipitare, affondare, collassare, lasciarsi sopraffare. Tutti sinonimi che descrivono un momento o un periodo che possiamo attraversare tutti nella nostra vita.

Questo stato d’animo di impotenza può essere causato da tanti fattori: l’impossibilità di controllare ciò che sta accadendo a livello lavorativo e/o affettivo, l’incapacità di sciogliere vecchi nodi del passato che impediscono il progredire nella vita, la mancata accettazione di se stessi, il mancato riconoscimento della propria persona nel contesto socio culturale di appartenenza.

Non parliamo di depressione, patologia che deve essere seguita con serietà da un professionista, ma di tutti quei momenti in cui il morale va proprio a terra e, a volte capita, non sappiamo nemmeno darci una spiegazione.

Riconoscere di essere in questo particolare momento è occasione di analisi del nostro “stare in esso”. Come scegliamo di rimanere nei suoi confronti può dirci molto sul nostro grado di consapevolezza.

Scegliamo di chiuderci in casa, tagliare i contatti con amici e parenti preferendo “sprofondare finchè ce n’è” nella sensazione che stiamo vivendo?

Scegliamo di uscire e distrarci con amici e parenti per evitare totalmente quel grigio sentimento?

Entrambe le scelte sono due reazioni, ciò implica attività. Nel primo caso mi attivo, scegliendo di entrare nel profondo di me: ma lo so gestire oppure mi crogiolo nel malessere? Altrimenti diventerebbe passività. Nel secondo caso, mi attivo per non entrarci: ma non entro perchè non voglio che sia la sensazione a dominarmi essendo io in grado di ascoltarla e gestirla o perchè ho paura e fastidio a provare certi sentimenti? Altrimenti diventerebbe fuga.

La cosa importante è ascoltarsi, porsi delle domande, molto spesso fastidiose, e rispondersi con sincerità. E’ importante accogliere questi momenti perchè se li facciamo nostri possono portarci a grandi trasformazioni e capire cosa non stiamo accettando. Si possono nel contempo mettere in pratica tante azioni per stimolare la nostra energia vitale evitando così di rimanere impantanati: fiori di Bach, riflessologia plantare, una camminata veloce di 30 minuti a passo svelto, olio essenziale di limone, idroterapia (getti d’acqua fredda alternati a getti d’acqua calda), un massaggio, una giornata di digiuno. L’azione principale però rimane il responsabilizzarsi nei confronti della propria vita.

Sicuramente, alla base di un buono stato d’animo c’è il dormire bene, il fare ordine materiale nel nostro disordine, coccolarci ritagliando tempo per noi, fare moto, esporsi al sole quando possibile, mantenersi curiosi imparando sempre cose nuove, frequentare buone persone, scegliere con cura le parole da usare, mangiare il meglio possibile, tenere un diario e fare giardinaggio curando anche solo una pianta grassa.

Sono queste le basi per potersi conoscere meglio, per poter accogliere i momenti difficili e tramutarli nel nostro orgoglio.

About Author